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| Ecco come Pat Symonds, primo ingegnere di Ayrton Senna in F.1, con la Toleman nel 1984, ha raccontato i ricordi più straordinari del campione brasiliano: "Dallas era quello che descriverei come un circuito stradale nordamericano "vecchio stile", delimitato da grandi muretti di cemento. Era un tracciato molto difficile e abbastanza accidentato da far sembrare liscio perfino quello di Montecarlo! Dopo essersi qualificato bene e aver iniziato ottimamente la corsa (ha toccato anche la quarta posizione), alla fine fu costretto a ritirarsi a causa di danni riportati per aver urtato un muro. Quando fece ritorno ai box, sembrava scioccato dall'idea di essersi scontrato col muro. "La sua reazione immediata fu: "Sono certo di non aver fatto errori...il muro si sarà spostato". Il blocco di cemento in questione avrà avuto un peso di almeno venti tonnellate e quindi eravamo naturalmente scettici. Ma egli fu così insistente che, in effetti, mi persuase a percorrere a piedi il tracciato per dare un'occhiata. Quando lo feci, vidi che il muro si era effettivamente spostato: era evidente che qualcuno aveva toccato il blocco precedente e, così facendo, aveva spostato il successivo di circa 4 mm, così il passaggio tra i due blocchi non era più continuo, ma formava un piccolo scalino. Fu in quel momento che la sua precisione nella guida mi colpì profondamente. Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un ragazzo nella sua prima stagione di F1, appena uscito dalla F3....".Grande Ayrton! |
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